a piè di pagina


Meglio affidarsi a un buon editor. Anzi, facciamo 3.
luglio 26, 2009, 2:38 pm
Filed under: en traduisant

palin01è rimbalzata anche sui blog di scrittura nostrani, uno per tutti quello del Mestiere di Scrivere, la notizia dell’impietosa revisione che gli editor di Vanity Fair hanno per gioco fatto sul discorso di dimissioni di Sarah Palin, ormai ex-governatrice dell’Alaska. Il testo è stato affidato a tre figure diverse, in prima istanza all’editor Wayne Lawson, seguito a ruota dai responsabili dell’area research e copy, al fine di renderlo “pubblicabile”. Quello che è certo è che Sarah Palin deve aver perso gli ottimi editor che l’hanno seguita e aiutata in passato. La cosa interessante è che non solo la revisione fa saltare subito all’occhio quanto sia importante l’intervento di un editor professionista, ma anche quanti “giri” di revisione siano necessari prima che il testo possa essere considerato pronto per essere pubblicato: gli interventi dell’area research e copy, rispettivamente in verde e in blu, sono fondamentali per il perfezionamento del testo quanto quelli dell’editor.


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