a piè di pagina


Professione Food Writer
giugno 4, 2009, 8:38 am
Filed under: GreedyEditors

libro 1_libro 2_Che cosa fa esattamente un Food Writer? sì, scrive ricette, ma non solo. Parla di cibo in generale, in vari tipi di pubblicazioni (libri, ma anche riviste ecc.), e per farlo deve conoscere la materia, ma anche il linguaggio “culinario”. Sì, perché food writer (o editor) non ci si improvvisa. Come tutti i settori – più o meno – tecnici  ha le sue regole da seguire. In Italia si impara spesso sul campo (sono rarissimi infatti i corsi dedicati), ma negli Stati Uniti, un po’ com’è loro tradizione, i libri dedicati all’argomento sono talmente tanti da essere diventati quasi un genere. The Recipe Writer’s Handbook, di Barbara Gibbs Ostmann, è un vero classico arrivato già alla seconda edizione, aggiornato e rivisto. Oltre a consigli generici di scrittura, la Gibbs affronta il linguaggio culinario nello specifico e indica ai lettori in che modo si struttura il testo della singola ricetta, ma anche il libro nel suo complesso. Ovviamente il libro si rivolge ad aspiranti food writer anglosassoni, ma la genericità di molte informazioni sono assolutamente applicabili anche nel contesto italiano. Un altro classico, altrettanto valido, è Will Write for Food di Dianne Jacob, in cui l’autrice dedica un capitolo anche all’attività da freelance. Sempre della serie, Make Money as a Food Writer in Six Lessons (titolo bruttarello), di Pamela White, Resource Guide for Food Writers, di Gary Allen e Recipe for a Cookbook, di Gloria Chadwick. Che dire… a voi la scelta!


6 commenti so far
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Ciao! sono molto interessata al lavoro di food writer (e non tanto perché ‘fa figo’ dirlo, ma seriamente..) vorrei sapere se tra i libri menzionati (o altri) ce n’è qualcuno che è stato tradotto anche in italiano..
grazie infinite..!

Commento di fiOrdivanilla

Ciao, purtroppo da una ricerca su IBS non mi risulta niente di tradotto, gli americani in questo senso sono molto più avanti nella pubblicazione di libri legati alle professioni della scrittura in generale… comunque complimenti per il blog, ho dato un’occhiata e ho visto delle bellissime foto🙂.

Commento di langueparole

ops.. del sito (e anche del nick quindi) volevo dire, scusa ^_^

Commento di fiOrdivanilla

uh.. ma grazie! Che gentile..
Intanto grazie per l’informazione.. e poi, il tuo nick mi piace molto, soprattutto perché mi ricorda l’esame dato di Linguistica Generale🙂

Commento di fiOrdivanilla

Prego figurati!🙂
sì, il nome del nostro studio (e quindi del sito e quindi del nick…) voleva proprio essere un richiamo a De Saussure!

Commento di langueparole

L’ho proprio adorato, non ce n’è! Chomsky invece l’ho studiato più con semiotica. Però le teorie della lingua, dei segni, il significato e il significante.. quando ho iniziato a studiarlo sono rimasta letteralmente affascinata. Perché sono sempre stata molto attenta a queste cose, mi sono sempre posta domande anche prima che iniziassi a studiare queste materie.. E quando mi sono ritrovata a leggere sui libri di testo, ero piacevolmente stupita perché avevo finalmente chiarezza su cose che già avevo in mente. E’ stato fantastico.. a una cosa in particolare mi piace pensare: che non c’è alcun legame tra significato e significante.. “alcun aggancio naturale”.. e che sia frutto di una convenzione sociale. Un po ‘ mi piace, un po’ mi sconcerta.

Commento di fiOrdivanilla




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