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Di ritorno da un seminario sulla traduzione farmaceutica, vi segnalo un libro di Luca Serianni che non conoscevo e che mi ha invece aperto un mondo: quello della lingua medica, in generale, e farmaceutica, in alcuni casi specifici (foglietti illustrativi, consensi informati ecc.). Serianni analizza la lingua medica in tutti i suoi aspetti (sintattici, lessicali, terminologici…) e ne fa un ritratto impietoso, con numerosi esempi a supporto della teoria che “gli addetti ai lavori” ce la mettono davvero tutta per rendere oscure informazioni, nel caso di documenti rivolti ai pazienti, che invece dovrebbero essere sì rigorose, ma soprattutto chiare e immediate. Un testo fondamentale per chi si occupa di comunicazione scientifica, in qualunque ambito, traduzione compresa.
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Ne parla in questa intervista Corinne McKay, autrice del blog Thoughts on Translation, autrice di un libro e docente di un corso sull’argomento. Nell’intervista Corinne risponde a domande su come ha inziato questa professione, su qual è la sua giornata tipo e sul ruolo di Internet nella traduzione.
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Molti conosceranno già il blog Translation Times, delle gemelle Judy e Dagmar Jenner, focalizzato in particolare su consigli di marketing per traduttori freelance. Non sapevo però che ultimamente avessero dato il via a tutta una serie di inziative (un libro e dei workshop) per la diffusione del concetto di “entrepreneurial linguist”. C’è da dire che se in Italia mettiamo un po’ di poesia nelle cose (ecco un sano stereotipo!
), all’estero invece hanno molto, ma molto di più i piedi per terra (altro stereotipo?). Così se da noi è tutto un fiorire di corsi di traduzione letteraria, specializzazione nella quale si sa, si vive praticamente di gloria, all’estero è tutto un fiorire di corsi su come essere imprenditori di se stessi e, fondamentalmente, su come fare soldi. C’è da dire che, sicuramente, iniziative di questo tipo aiutano il traduttore principiante ad allontanarsi un pochino dall’immagine del “traduttore artista” (artista no, ma artigiano sì!) per avvicinarsi ad aspetti più “pratici” della professione, di certo da non trascurare, sebbene rappresentino solo una piccola parte di un mestiere ricco di sfaccettature.
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In Italia è La Nota del Traduttore, negli Stati Uniti, invece, gli esempi sono ben più numerosi. L’ultima che ho scoperto oggi, tramite Naked Translations, è la rivista online della NCTA (Northern California Translators Association), Translorial, ricca di articoli su svariati argomenti legati alla professione. Tramite semplice registrazione è anche possibile ricevere un pdf stampabile degli articoli.
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Wordle per molti non sarà una novità, ma per me è una vera scoperta. Abbiamo provato a fare il tag cloud di Langue&Parole e questo è il risultato:
La cosa che ci è piaciuta di più è che “parole” e “passione” sono in primo piano, seguite a ruota da “artigianale”, altro concetto a noi caro. Non abbiamo invece capito bene perché sia in primo piano anche la parola “qualsiasi”, che slegata così dal contesto prende una connotazione quasi negativa. Questo però può servire per rivedere i testi e capire se possono essere migliorati, dunque Wordle appare davvero uno strumento utile, oltre che dilettevole, per editor e copywriter. Qui trovate il word cloud del discorso di insediamento di Obama paragonato a quello dei suoi predecessori.



