Filed under: GreedyEditors
Ogni tanto mi piace riguardare i lavori fatti in passato, soprattutto in ambito editoriale. Ogni libro tradotto o curato con editing e correzione di bozze lo si sente un po’ proprio, non proprio un figlio, magari una specie di nipote. Alcuni sono stati semplici da affrontare e sono andati via lisci come l’olio (pochi). Altri hanno incontrato qualche intoppo lungo il cammino, ma nel complesso non hanno causato grossi problemi (la maggioranza). Altri invece li ricordo come delle vere e proprie tragedie che mi hanno coinvolta in situazioni quasi apocalittiche. Questo libro di ricette light lo situerei a metà tra gli esempi del secondo e del terzo tipo. Ben più di qualche semplice ostacolo da superare, meno di un disastro assoluto da correggere. In ogni caso, lo ricordo con affetto. Non solo per averci lavorato “gomito a gomito”, e non è un modo di dire, con la mia amica ed ex collega Laura Patelli, ma anche perché su questo libro ho fatto le ossa in ambito gastronomico e di educazione alimentare. Qui sono apparsi per la prima volta i famosi “ingredienti fantasma”, i problemi di uniformità e coerenza, che poi mi hanno perseguitata accompagnata in seguito. Coerenza che va testata anche al di fuori del libro. Spetta infatti all’editor assicurarsi che le informazioni scientifiche fornite siano corrette. Su questo argomento sono vere esperte Ilaria Dal Brun e Marcella Bongiovanni, che nei loro blog spesso affrontano i problemi derivanti dalla traduzione di libri di educazione alimentare. Qui e qui solo due esempi di loro post.
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DD Hahahaha, beh, non so se mi posso definire esperta, ma di certo amo sperimentare ricette varie e mi diverto a prendermela con i libri che descrivi tu, zeppi di ingredienti fantasma e ricette sballate. Anche per un senso di giustizia, perché se la ricetta fallisce non è sempre colpa di chi la esegue.
(Ricordo una volta di aver letto su una rivista una “pagella” di ricette tratte da vari libri; il/la giornalista dava un voto a seconda dell’affidabilità della ricetta.)
Commento di Ilaria maggio 17, 2009 @ 6:55 pmMa si che sei esperta, dai, non fare la modesta!
Commento di langueparole maggio 18, 2009 @ 12:17 pm