Archiviato in: babele
Mark Dunn, Lettere – Fiaba epistolare in lipogrammi progressivi- trad. D. Petruccioli. Voland 2008
A Nollop, isola a largo degli Stati Uniti, si venera la lingua. Il fondatore della comunità ha coniato un’espressione di soli trentacinque caratteri contenente tutte le lettere dell’alfabeto e la celebre frase è riportata sulla base del monumento a lui dedicato. Un giorno però una lettera cade e il Gran Consiglio decide di vietarne l’uso parlato e scritto. Poi ne cade un’altra e un’altra ancora. I cittadini sconvolti si scambiano missive disperate, piene di neologismi e acrobazie lessicali. Ma cominciano letteralmente a mancare le parole. Un’esilarante sequenza di lipogrammi sempre più restrittivi, una lotta dei protagonisti contro il tempo per coniare la frase che salverà gli isolani e la libertà d’espressione.
Mascolo scriveva che nella follia possiamo trovare quella normalità senza ipocrisia che andiamo cercando ogni giorno nelle utopie personali su un mondo migliore; ma cosa c’entra Mascolo con questo libro di Dunn. Questa del libro è la duplice follia razionale che chiamiamo normalità. La normalità di chi non vuole ribellarsi all’insensatezza e la rigidità dell’insensato che non vuole ascoltare la voce del ribelle. Tutto però in un bel libro fantasioso, fantastico e senza un pesante eroe romantico
Un bel divertissement sulla lingua e sulla letteratura che ricorda come le parole siano capaci di condannare e salvare il mondo.
1 Commento finora
Lascia un commento
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <pre> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>
…intrigante…leggero grazie per il consiglio
Commento di zanzibar Luglio 18, 2008 @ 12:51 pm