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Matthieu Galey ha raccolto le conversazioni avute negli anni con Marguerite Yourcenar in un noto libro dal titoto “Ad occhi aperti“. Una piccola sezione raccoglie le considerazioni della Yourcenar sulla traduzione. Traduzione pensata sempre come confronto con il sè e conferma della profonda comprensione del proprio ego attraverso l’alterità. Guardare dentro l’opera della Yourcenar attraverso gli occhi di Kavafis e di Virginia Wolf. Poche pagine illuminanti.
é più soddisfatta quando traduce Virginia Wolf o Kavafis?
Un pò meno per quanto riguarda Kavafis, tradotto comunque in prosa, innanzitutto perchè, tutto sommato, la prosodia non è l’elemento più importante, in lui, e poi perchè alcuni dei suoi poemi, calati in certi sfondi volutamente banali, avrebbero fatto pensare, tradotti in versi francese, a un Francois Coppée colto da erotismo. Ma Kavafis è inimitabile.[..]In lui è percepibile la giustapposizione continua del presente e del passato, ma il suo temperamento differisce tanto dal mio che sono spesso tentata, a torto, di accusarlo di eccessiva parsimonia. (diritti riservati)
Ovviamentie non tutti si possono accontentare, non tutti apprezzano la traduzione della Youcenar.
3 Commenti finora
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di certo il confronto con il sè è fondamentale… purtroppo capita che ad esso si sacrfichi la fruibilità dell’opera una volta scelta la traduzione migliore…
Commento di marco Luglio 8, 2008 @ 4:12 pmsi è iniziato proprio con
Commento di langueparole Luglio 8, 2008 @ 4:27 pm“l’originale non è fedele alla traduzione.”
in realtà volevo mettere in evidenza che gli “altri sè” devono in-seguire il sè del traduttore; sarebbe preferibile che dal confronto col sè si passasse a quello con il sè degli altri…
Commento di marco Luglio 9, 2008 @ 8:51 am